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mercoledì, 13 maggio 2009

Invitiamo, quindi, tutti gli operatori di pace, cominciando da noi stessi, dagli aderenti ai punti pace di Pax Christi, a mobilitarsi per costruire la pace nella vita quotidiana e nelle nostre città spesso prigioniere di solitudini, governate dalla paura e coinvolte in progetti tribali e autoritari dove si gioca il futuro della cittadinanza. Nessuna cultura della pace è possibile se non si realizzano il disarmo delle menti, la smilitarizzazione dei cuori e dei territori, se non si promuove il cantiere della cittadinanza attiva che è fatto di buone pratiche sociali e amministrative orientate al bene comune e alla sicurezza comune, alla liberazione dalle paure, all’educazione ai conflitti per una positiva loro gestione, al fiorire di spazi e momenti di riconoscimento reciproco, di integrazione-interazione, di contemplazione e di preghiera. Nessuno ci è straniero anche perché la distanza che ci separa dallo straniero è quella stessa che ci separa da noi stessi e la nostra responsabilità di fronte a lui è quella che abbiamo verso la famiglia umana amata da Dio, verso di noi, pronti a testimoniare la profezia del Risorto che annuncia la pace e ci dice di non temere perché sarà con noi “tutti i giorni, sino alla fine del mondo” (Mt 28.20).

Pescara 10 Maggio 2009
Consiglio Nazionale di Pax Christi

Postato da: bellla a 14:06 | link | commenti |

sabato, 20 settembre 2008

Quando il tuo cuore parteciperà
in modo instintivo alle gioie e ai dolori degli altri,
saprai che ti sarai sbarazzato del tuo io
e godrai dell'esperienza del tuo <<essere uno>>
con la razza umana,
e finalmente conoscerai l'amore.


Postato da: bellla a 16:03 | link | commenti |

venerdì, 25 luglio 2008

"IL CUORE CHE AMA...EDUCA"
Manca poco...pochissimo..giusto qualche ora..!!!!

Postato da: bellla a 10:22 | link | commenti |

mercoledì, 11 giugno 2008

"Se vuoi costruire una nave non chiamare a raccolta gli uomini per procurare la legna e distribuire i compiti,
ma insegna loro la nostalgia del mare ampio e infinito" Antoine de Saint-Exupèry

Postato da: bellla a 11:17 | link | commenti |

mercoledì, 02 gennaio 2008

"UNO DI VOI E' IL MESSIA"

Un guru che stava meditando nella sua grotta himalayana aprì gli occhi e scoprì un visitatore inatteso seduto di fronte a lui. Era l'abate di un famoso monastero.
<<Che cosa cerchi?>> chiese il guru.
L'abate raccontò una triste storia. Un tempo il monastero era stato famoso in tutto il mondo occidentale. Le celle erano piene di giovani postulanti e la chiesa riecheggiava del canto dei monaci. Ma poi erano sopraggiunti tempi duri. La gente non accorreva più in massa ad alimentare il proprio spirito, il flusso dei novizi si era arrestato, la chiesa era immersa nel silenzio. Erano restati solo un pugno di monaci, i quali accudivano ai propri doveri con il cuore gonfio di tristezza.

Quello che l'abate voleva sapere era questo: <<E' a causa di un nostro peccato che il monastero si è ridotto in questo stato?>>
<<Sì>>, rispose il guru, <<un peccato di ignoranza>>.
<<E di che peccato si tratta?>>
<<Uno di voi è il Messia sotto false spoglie e voi non lo sapete>>.
Dopo aver detto questo, il guru chiuse gli occhi e ritonò in meditazione.

Lungo tutto il difficile viaggio di ritorno al monastero, il cuore dell'abate batteva forte al pensiero che il Messia, il Messia in persona, era ritornato sulla terra ed era proprio lì, nel monastero. Come mai non l'aveva riconosciuto? E chi poteva essere? Fratel Cuoco? Fratel Sagrestano? Fratel Tesoriere? Fratel Priore? No, lui no, ahimè, aveva troppi difetti. Ma il guru aveva detto che era nascosto sotto false spoglie. Forse quei difetti erano un travestimento? A pensarci bene, tutti al monastero avevano dei difetti. Eppure uno di loro era il Messia!

Al suo ritorno, radunò i monaci e li informò di ciò che aveva scoperto. Essi si guardarono l'un l'altro increduli. Il Messia? Qui? Incredibile! Ma a quanto pare era lì in incognito. Allora, forse... E se fosse stato il tale? O il talaltro, laggiù? O...

Una cosa era certa: se il Messia era lì sotto false spoglie, non sarebbe stato facile riconoscerlo. Così si misero a trattare chiunque con rispetto e considerazione. <<Non si può mai sapere>>, pensavano dentro di sè quando avevano a che fare con i loro confratelli, <<magari è questo>>.
Il risultato fu che l'atmosfera del convento divenne tutto un vibrare di gioia. Presto dozzine di aspiranti vennero a chiedere di entrare nell'ordine, e la chiesa tornò a riecheggiare dei santi e lieti canti dei monaci, i quali irradiavano lo spirito dell'Amore.


("La preghiera della rana: saggezza popolare dell'Oriente", Anthony de Mello)

Postato da: bellla a 14:31 | link | commenti |

domenica, 19 agosto 2007

"La mia esperienza in seno a Grameen mi ha infuso una fede incrollabile nella creatività umana, che mi ha portato a pensare che l'uomo non sia nato per patire le miserie della fame e dell'indigenza; se oggi soffre, e ha sofferto in passato, è perchè noi distogliamo gli occhi dal problema."

( "Il banchiere dei poveri", Muhammad Yunus, fondatore di Grameen Bank, premio Nobel per la Pace 2006)

Postato da: bellla a 20:11 | link | commenti |